La cucina editoriale (I parte)

La cucina editoriale (I parte)

Sono un cuoco. Lo sono da 32 anni e da quasi 11 faccio l’editore.

Sono uno dei fondatori di Miraggi Edizioni.

Vi starete chiedendo come caspita mi sia venuto in mente di passare dai fornelli ai libri, vero? Bene, un passo alla volta…

Su invito di Angelo Di Liberto eccomi a scrivere in questo spazio. Non so cosa lo abbia spinto a chiedermelo, ora che ci penso, ma la consegna è stata del tipo ” Ti andrebbe di scrivere un pezzo per Modus Legendi?”

Beh sì dai, eccomi a farlo e ho impiegato qualche settimana per pensare a cosa scrivere, con un unico chiodo fisso, la vostra domanda! Anzi, la vostra ipotetica domanda.

È stato un gioco del destino, di quelli per cui io creda di essere forse l’unico cuoco a leggere tanti libri in Italia (e bisognerebbe mettersi d’accordo su cosa significhi leggere tanti libri). Ci provo.

Per esempio 8/10 libri al mese? Potrebbe, non si è buoni lettori se se ne legge uno o due al mese, tanto meno se poi si tende anche a scriverli, i libri. Ma questa è un’altra questione.

Tutti i cuochi che ho conosciuto e con i quali ho lavorato insieme non ne leggevano nemmeno uno di libro. Sicuramente qualcuno ci sarà, ma considerando che l’Italia è fanalino di coda a livello mondiale beh, non serve la matematica per arrivare a una deduzione elementare! Poi aggiungiamo un corso di grafica creativa da applicare in cucina e il gioco è fatto. Va da sé che basti avere un amico che lavora come editor per una casa editrice, un po’ di alcol, un capodanno non qualsiasi per due pazzi innamorati della lettura, dei libri, delle storie ed ecco che prende forma un sogno.

Lo dico subito e sgombero il campo da altre domande ipotetiche: io credo nei sogni.

In realtà da quel lontano Capodanno del 2009 di strada ne è passata e ben 220 titoli a catalogo fanno di Miraggi una bella realtà. I sogni hanno bisogno anche di consapevolezza, no?

Ogni giorno che passa mi rendo conto che il caso non esiste e che certe circostanze, se non molte, siano cose e situazioni che dovevano capitare. Persone comprese.

Quando Angelo mi ha chiesto di scrivere un pezzo, ho cominciato a pensare a un modo per raccontare di me, di Miraggi e soprattutto di libri. È iniziata a girami per la testa l’idea di narrare il mondo editoriale, perché sempre più spesso mi rendo conto che si sappia poco o nulla di questo settore. Addirittura tra addetti ai lavori si ignorano un sacco di cose, e gli errori si pagano molto duramente. Credetemi, più che in altre categorie.

A me è capitato di fare il cuoco, persino il cameriere all’occorrenza. Per vent’anni ho studiato musica e ho fatto il percussionista, calcando anche palchi importanti. Ho studiato tecnica del suono. Fin da ragazzino smontavo e facevo manutenzione del motorino (un Califfone 50 cc. a quattro marce) che avevo. Guardavo e rubavo il mestiere a mio padre quando faceva piccoli lavori di elettricità. Con la stessa predisposizione rubavo a muratori, falegnami e idraulici. Ero sempre in mezzo ai piedi con l’unico obiettivo di imparare qualcosa che mi potesse tornare utile. A un certo punto il mio maestro di percussioni mi diede un libro da leggere “Incontri con uomini straordinari”. Da lì in poi non ho più smesso di leggere. Per passione leggevo filosofia, amavo la narrativa e ho letto anche una discreta razione di poesia.

Ho imparato che tutte queste cose sono collegate tra loro. Applico alla cucina concetti provenienti dalla musica. All’editoria, il metodo della qualità che perseguo in cucina. Eccomi arrivato dove volevo: vi parlerò di editoria nei panni del cuoco, anzi dello Chef, come si suole dire, visto che dall’ultima esperienza di gestione di un ristorante, quello era l’appellativo che mi fu attribuito. Spero di riuscire a raccontarvi qualcosa che possa suscitare il vostro interesse. Cercherò di farvi innamorare di alcuni libri, di regalarvi una ricetta e, perché no, di rendervi lettori un poco più consapevoli. Chiuderò ogni pezzo con la domanda che sarà trattata nel pezzo successivo.  Entrate in una libreria, giratevi e guardate a 360°. Cosa vedete? Quello che capita a me quando entro in un supermercato: un sacco d’immondizia!

Continua…

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Fabio Mendolicchio
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Fabio Mendolicchio
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